Saverio Tommasi nello stand di Sheep Italia ad Abilmente Roma 2022

Intrecciare storie, portare calore. Perché un semplice quadratino di lana può colorare un destino, un piccolo gesto può dare forma a un grande miracolo. È la filosofia di Sheep Italia, onlus fondata nel 2019 da Saverio Tommasi, giornalista di Fanpage.it e scrittore, con la missione di sostenere i diritti umani attraverso una delle arti più classiche della creatività manuale: il lavoro a maglia.

Sheep Italia muove la passione di migliaia di volontarie e volontari da tutta Italia uniti dal filo invisibile, ma concreto e tangibile, della solidarietà. Tutte le singole abilità sono messe a fattore comune e non conta il grado di esperienza ai ferri. Conta solo l’obiettivo di contribuire con la propria parte a donare un sorriso e un aiuto a chi si trova in difficoltà sostenendo i progetti dell’associazione.

Dopo essere stata protagonista ad Abilmente Roma e ad Abilmente Vicenza, Saloni delle Idee Creative di IEG che ha a cuore i temi dei diritti umani e dell’inclusività – dove ha animato nuovamente lo spirito solidale e creativo delle appassionate e degli appassionati di Do It Yourself, è proprio il presidente e fondatore Saverio Tommasi a raccontarci a storia di Sheep Italia e la sua crescita dalla fondazione a oggi.

Partiamo dal principio. Come nasce l’idea Sheep Italia?

“Sheep Italia nasce dalla volontà di portare un po’ di giustizia dove giustizia non c’è. Attraverso il lavoro a maglia, cerchiamo di rispondere in maniera sempre più efficace ai tanti bisogni delle persone che hanno avuto un inciampo nella vita. Mi riferisco ai senzatetto, ai rifugiati, a chi è scappato dal proprio paese d’origine, alle donne vittime di tratta, ma anche a chi soffre di condizioni mentali particolari e alle persone in solitudine, comprese quelle della cosiddetta quarta età.”

Come si può migliorare la condizione di queste persone attraverso una delle arti più iconiche del ‘fai da te’ creativo?

“Abbiamo tre progetti che portiamo avanti con l’ausilio dei nostri volontari e il supporto di educatori professionali. Il primo è quello dei gruppi di lavoro rivolti a persone con particolari difficoltà e fragilità, dove insegniamo il lavoro a maglia con una visione comunitaria dello stare assieme. Occasioni nelle quali si intrecciano biografie e storie di persone che sviluppano contemporaneamente abilità manuali e capacità relazionali. Inoltre, promuoviamo una vera e propria formazione sartoriale con le borse lavoro rivolte a gruppi di quattro donne che provengono da situazione di difficoltà sia sociale che economica, con percorsi della durata di sei mesi. Infine, il progetto che ci vede impegnati nella realizzazione e nella distribuzione di coperte per i senza dimora partendo da un quadratino di lana.”

Quadratini di lana per le coperte (photo credits Sheep Italia)

Quest’ultimo, quello relativo alla realizzazione e distribuzione di coperte ai senza dimora, è probabilmente il progetto più iconico di Sheep Italia. Ci racconta come funziona?

“È una missione che realizziamo grazie al lavoro di migliaia di volontarie e volontari da tutta Italia. Ognuno ci manda un quadratino di lana da 15×15 centimetri, che noi utilizziamo per costruire coperte colorate. Poi, in collaborazione con associazioni o gruppi di varie città italiane, ci impegniamo in distribuzioni serali o notturne a persone che vivono fuori senza dimora. In alcune occasioni le coperte vengono destinate anche a centri di prima accoglienza, o a una serie di situazioni dove la povertà economica diventa il pensiero più forte durante tutta la giornata. Il progetto nell’ultimo anno ha coinvolto più di 10 mila volontari che, grazie al loro contributo, ci hanno permesso di consegnare 1016 coperte nel corso di 26 distribuzioni in 18 città italiane.”

Chi sono i volontari a bordo di questa missione di Sheep Italia?

“Sono le appassionate e gli appassionati di lavoro a maglia che creano nel tempo libero, ma anche centinaia di studenti di decine di scuole italiane. Dai più piccoli delle materne, che realizzano i lavori al telaio con l’aiuto delle maestre, ai più grandi delle superiori. Generazioni diverse che intrecciano il loro impegno per regalare un aiuto, donare un sorriso, salvare una vita.”

Il concetto di intreccio sembra essere particolarmente simbolico nell’azione, nella promozione e nei risultati di Sheep Italia.

“È così. A noi questa idea di intreccio piace tantissimo ed è il nostro filo narrativo anche durante le distribuzioni. Non doniamo coperte in maniera caritatevole, ma puntiamo sempre a coinvolgere le persone nella storia che sta dietro a quei quadratini di lana. È un modo per provare strappare un sorriso e costruire una migliore relazione, che è poi l’unica possibilità che abbiamo per provare a portare via queste persone dalla strada.”

Coperte che, in fondo, ci ricordano che non si siamo mai davvero soli.

“Queste coperte ci aiutano a capire che ognuno di noi può fare un pezzettino per aiutare chi è in difficoltà. Un quadratino da solo serve a poco, ma unito agli altri diventa fondamentale. È l’unione del lavoro di tanti a rendere la creazione perfetta.”

Ad ‘Abilmente’ sono numerose le persone creative che incontrate e con le quali potete sferruzzare per tante ore al giorno. Quanto attrae l’idea di imparare a fare qualcosa di bello per se stessi ma soprattutto per gli altri?

“È un’idea che alimenta l’entusiasmo, perché è il punto d’incontro fra l’abilità creativa e la solidarietà. Un’interazione che funziona e diventa momento di divertimento e sana condivisione. In fondo, la logica è sempre la stessa: si intrecciano storie e persone, anche quando storie e persone, come la lana, diventano un po’ stropicciate e complicate.”

Sheep Italia e Croce Rossa Italiana unite per la distribuzione delle coperte (photo credits Sheep Italia)