L’estate 2023 verrà ricordata anche per alcune polemiche di stampa e sui social sugli “scontrini pazzi” e sui servizi discutibili di certi ristoranti. Rimarranno negli annali la richiesta di pagamento per il taglio di un toast o il sovrapprezzo per un piatto aggiuntivo per un assaggio di trofie.

Realtà o invenzioni? E’ quanto ci si è chiesti all’assemblea della Fipe-Confcommercio tenutasi a Roma: “La ristorazione nella comunicazione. Valori, pregiudizi e strumentalizzazioni”, è stato infatti il titolo emblematico scelto per la riunione annuale dell’associazione dei pubblici esercizi.

L’Assemblea ha avuto l’obiettivo di mettere in luce la necessità di promuovere un nuovo approccio alla comunicazione che coinvolga tanto gli operatori, quanto i professionisti della comunicazione, per stimolare un dibattito scevro da stereotipi e pregiudizi.
Ne hanno discusso ristoratori, giornalisti, esperti di comunicazione. Tra gli altri lo chef Davide Oldani, Osvaldo Paolini del Sole 24 Ore, Carlo Giorla di Mediaset, Veronica Ruggeri de Le Iene o Marco Mensurati del Gambero Rosso.

“Il settore oggi ha un’esposizione mediatica sempre più marcata al punto che possiamo ben dire che nessun settore è più comunicato del nostro. Se questo porta con sé evidenti benefici in termini di attenzione da parte dell’opinione pubblica è altrettanto vero che nasconde anche molte insidie”, ha dichiarato Lino Enrico Stoppani, Presidente di FIPE-Confcommercio“Lo storytelling sulla ristorazione si ferma solo al primo livello di spettacolarizzazione, accendendo i riflettori sulla parte più “narcisistica” di imprenditori e consumatori o facendo prevalere gli aspetti sensazionalistici sul merito, con una distorsione della realtà, che offusca l’impegno, il sacrificio e i valori di un settore complesso e articolato, che sulla reputazione costruisce la propria esistenza”.

Adolfo Urso, Ministro delle Imprese e del Made in Italy anche per ovviare al problema delle false notizie e interpretazioni dei fatti, ha proposto un’iniziativa di chiarezza sui prezzi della ristorazione  “che possa anche riconciliare con il mondo dell’informazione che a volte crea le notizie anche dove non ci sono. Invece noi sappiamo che l’aumento dei vostri listini è stato mediamente inferiore a quello di altri settori”.

Concludendo i lavori Francesco Lollobrigida ha esaltato la qualità e le prerogative della nostra ristorazione che meritano il massimo della valorizzazione e della tutela.
Anche per questo – ha detto il Ministro della Sovranità Alimentareabbiamo candidato la Cucina italiana a patrimonio immateriale Unesco. Non lo abbiamo fatto per avere un nuovo titolo. Ma perchè è importante averlo come lo hanno altre Cucine nazionali. Per ribadire le peculiarità della nostra Cucina, dei suoi prodotti, della sua qualità”.