La pesca sportiva, volano per l’economia: l’intervista a Francesco Ruscelli, direttore FIOPS

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Francesco Ruscelli, direttore FIOPS

Pescatore sportivo dall’età di 5 anni, Francesco Ruscelli si è cimentato in tutte le tecniche della pesca. Oggi che di anni ne ha 46 segue da vicino il settore in qualità di direttore di FIOPS – Federazione Italiana Operatori Pesca Sportiva e continua a dedicarsi alla sua passione: spinning fresh and salt water, bass fishing, pesca in mare dalla barca, traina e bolentino le sue tecniche preferite. Avvicinare i giovani alla pratica e promuovere il comparto per trainare lo sviluppo economico del territorio sono il suo pallino, come ci ha raccontato lui stesso.

Direttore, chi è FIOPS e di cosa si occupa?

La Federazione Italiana Operatori Pesca Sportiva (FIOPS) nasce a fine 2016 su impulso di tre grandi aziende italiane di articoli da pesca, Colmic, Trabucco e Tubertini, con l’obiettivo di rappresentare gli interessi del settore della pesca sportiva e amatoriale in Italia. Ha un forte legame con i negozi di pesca (sono circa 600 i “punti Fiops” sparsi per la penisola) e opera in maniera complementare rispetto a FIPSAS, sulla base di una collaborazione strettissima che quest’anno vede entrambe le realtà coinvolte anche nell’organizzazione di Pescare Show, la manifestazione che Italian Exhibition Group dedica al settore e che si terrà a novembre nel quartiere fieristico di Vicenza.

FIOPS non è una vera e propria associazione di categoria ma rappresenta un gruppo di interessi attraverso l’attività di lobbying, con l’obiettivo di trovare soluzioni alle grandi questioni di carattere normativo – a livello europeo, nazionale e territoriale – per promuovere la pesca sportiva come leva di marketing territoriale, ovvero come volano socio-economico e propulsore di crescita, per esempio attraverso modalità oculate di gestione delle acque e delle immissioni (iniziative di ripopolamento di specie acquatiche ndr), con tutto ciò che ci gira attorno.

Si focalizza su aziende e indotto economico e ritengo che la complementarietà con FIPSAS, che è il punto di riferimento in particolare per l’agonismo e i pescatori, sia importante per far crescere la considerazione attorno alla nostra passione: assieme abbiamo fatto molta strada in termini di proposte legislative e risultati sul fronte politico e amministrativo.

Dal suo osservatorio come sta evolvendo il settore?

Sicuramente l’attenzione alla ricerca sui materiali e le attrezzature è sempre forte, in particolare da parte delle aziende legate al mondo dell’agonismo a livello internazionale ed europeo. In questi ultimi anni noto una crescente attività di promozione della pesca tra i più giovani che si riflette sull’opera dell’associazione e determina una maggior diffusione di alcune tecniche particolarmente adatte per un primo approccio. Il “trout area”, per esempio, basato sul principio del “no kill”, richiede un’attrezzatura base accessibile e può essere praticata in un laghetto vicino a casa. Ma sono diverse le tecniche capaci di avvicinare a questo sport i giovani, grazie al lavoro di formazione di molte società e a quello, particolarmente intenso, della FIPSAS con progetti importanti su scala nazionale.

Quanto è importante la tutela del territorio per un’attività come la pesca sportiva, che ha importanti ricadute sull’attrattività delle mète più gettonate dagli appassionati?

In Italia ci sono oltre 2,5 milioni di pescatori e 1500 punti vendita che muovono ogni anno un indotto stimato intorno ai 3 miliardi di Euro. L’impatto sul sistema economico è importante e paragonabile, per dare un’idea, a quello dei cicloamatori. Richiede grande attenzione da parte delle amministrazioni locali, non solo delle aree costiere ma anche delle aree interne al paese che hanno l’opportunità di acquisire rilevanza, basti pensare alla particolare conformazione della nostra penisola che offre corsi e specchi d’acqua in zone particolari.

Cosa serve, secondo lei, per valorizzare l’impatto positivo della pesca sportiva sull’economia dei territori?

Servono delle normative, a livello regionale, che promuovano il settore attraverso sistemi di gestione adeguati delle acque in concessione e che consentano immissioni per ripopolare le e renderle sempre più attrattive. Abbiamo bisogno anche di un sistema di vigilanza per far rispettare le leggi, il pesce, il principio del “no kill”. L’insieme di tutti questi elementi crea un’opportunità vera per un territorio. Molte di queste attività vengono materialmente svolte dalle società, le associazioni e la FIPSAS, con l’aiuto della “spinta” di FIOPS sul fronte politico e amministrativo.

Quali altre opportunità può offrire lo sviluppo del settore?

Studi di settore evidenziano il legame strettissimo con la nautica da diporto e il mercato della strumentazione elettronica: oltre il 30% delle imbarcazioni da diporto fino i 9mt vengono vendute ogni anno in Italia per la pratica della pesca sportiva, assieme a circa il 50% delle strumentazioni elettroniche (p. es. ecoscandagli). Un indotto particolarmente rilevante.

Qual è il prossimo obiettivo per FIOPS?

Siamo fortemente impegnati in favore dell’adozione di una legislazione sulla pesca sportiva in mare che il paese non ha ancora mai avuto. A tal proposito sosteniamo il disegno di Legge n. 2362/2020 “Disciplina della pesca ricreativa in mare e disposizioni per la salvaguardia della fauna ittica e dell’ecosistema marino” depositato a inizio 2020 che dovrebbe iniziare il suo iter parlamentare in Commissione Agricoltura alla Camera a breve. Si tratta di un provvedimento molto articolato che affronta la riorganizzazione del settore della pesca in mare e allo stesso tempo attua alcuni principi di promozione importanti per l’economia del territorio. Propone, per esempio, l’istituzione della figura della “guida di pesca” e si occupa della salvaguarda dell’ecosistema marino attraverso l’uso di barriere artificiali, il ripopolamento, la regolamentazione delle reti sottocosta. Tutti temi molto sentiti dai pescatori.

In questo scenario quale valenza assume un evento come la fiera?

L’appuntamento in fiera è fondamentale, così come centrale è la collaborazione con Italian Exhibition Group che vede FIPSAS e FIOPS partner organizzativi del prossimo PESCARE SHOW di Vicenza. La manifestazione di novembre sarà materialmente l’evento di ripartenza nazionale – e non solo – del mondo della pesca: ci ritroveremo fisicamente, dal vivo, con tanti eventi, spazi di riflessione e l’idea di fondo che tutti i soggetti coinvolti, a partire da IEG che da tanti anni è impegnata nell’organizzazione di Pescare Show, sono pezzi fondamentali di un puzzle comune che ha l’obiettivo di trasformare il settore della pesca in un importante volano economico e di ripresa per il Paese. Ci sono tutte le condizioni e siamo convinti sarà una grande fiera.