Nel 2018 i consumi fuori casa di caffè sono aumentati dell’1,9% rispetto al 2017, con un giro d’affari di 861 milioni di euro e una forte crescita del prodotto in monoporzioni di varie tipologie (cialde, capsule ecc.) la cui domanda è aumentata del 35,7%. Con oltre sei miliardi di espressi in un anno, il caffè consumato al bar genera un volume d’affari di 6,6 miliardi di euro, cappuccino compreso, e un impiego di 47 milioni di chili di miscela.
Mediamente ogni bar vende 175 tazzine di caffè al giorno. Per quanto riguarda i gusti del consumatore non teme confronti il caffè espresso, preferito dal 93% degli italiani contro un 7% che apprezza anche il tipo “americano”, orzo o altre bevande similari. Il consumatore tipo dell’espresso ne beve almeno 2 tazzine al giorno (58%) e preferisce farlo la mattina. Inoltre il 77% di chi consuma caffè espresso lo fa tutti i giorni appena sveglio. Per quanto riguarda le motivazioni della scelta, il 58% preferisce l’espresso per trovare la carica necessaria ad affrontare la giornata, ma c’è anche un 51% che lo beve anche per il gusto ed in parte per abitudine (30%). Si evidenzia poi che il caffè espresso evoca nell’immaginario dei consumatori momenti di relax (53%) ed è un piacere (47%), ma è anche considerato un rito e una tradizione (37%). Il luogo preferito di consumo si conferma il bar, con il 72% delle preferenze. Al secondo posto troviamo i bar pasticceria preferiti soprattutto al Sud. Il costo medio di un caffè al bar è di 96 centesimi ed è aumentato del 14% nell’ultimo decennio. Sempre per quanto riguarda i consumi extradomestici, un segmento distributivo che vede una forte crescita da alcuni anni è quello dell’automatico che in Italia interessa 34 industrie con 1.300 dipendenti e un fatturato annuo di 430 milioni di euro. In strutture pubbliche, private e uffici vari è presente quasi un milione di distributori automatici che erogano caffè e bevande varie.

Fonti: FIPE -: Indagine Coffee Monitor di Nomisma