Don Luigi Ciotti a Ecomondo, presso lo stand di Utilitalia

“Lottiamo per i diritti della persona e della natura!” Appena prende la parola, Don Luigi Ciotti, l’attenzione dei presenti è catalizzata da questo sacerdote che parla con una passione fuori dal comune. Succede anche tra i padiglioni di Ecomondo, dove la gente che passa tra i corridoi si ferma per ascoltarlo, anche per pochi minuti. Il Fondatore del Gruppo Abele e Libera è stato ospite del convegno organizzato da Rete 14 Luglio, Utilitalia e e Legambiente, che presenta i risultati della ricerca sull’impatto sociale prodotto dalle Cooperative Ambientali di inserimento lavorativo.

“Oggi la presenza criminale nel nostro Paese “è ancora più forte e ricca di prima, le ricerche parlano di 320 miliardi di euro annui raccolti dalla criminalità ogni anno, ma si è creato un senso di normalizzazione, e questo è un problema molto serio”, ha esordito Don Ciotti, che riprende un passaggio centrale dell’enciclica Laudato si’ di Papa Francesco, “che dobbiamo far sì che diventi Laudato qui”. Il Santo Padre parla infatti di “un’ecologia integrale, che funziona come un ecosistema: non c’è infatti una crisi sociale e una ambientale, ma un’unica crisi socio-ambientale. Occorre una conversione delle nostre azioni”. Come fare per uscire da questa crisi? Occorre passare da un “paradigma tecnocratico” a un’attenzione per la vita delle persone. “Dobbiamo ascoltare! Vi siete mai chiesti perché il Padre Eterno ci ha dato due orecchie e una bocca e non viceversa? Perché dobbiamo imparare ad ascoltare, in particolare i poveri”. Già, perché questa crisi terribile del Covid ha colpito di più proprio i più deboli, a partire “dai migranti e dalle donne, fino ai giovani”.

“L’Italia è all’ottavo posto per ricchezza patrimoniale nel mondo, perché viviamo questa situazione così drammatica allora? Questa povertà è frutto di ingiustizie. Il 10% della popolazione italiana possiede oltre sei volte la ricchezza dei più poveri. Occorrono politiche sociali che favoriscano chi lavora tutti i giorni con le persone più deboli, quindi anche il mondo della cooperazione”. Questo mondo sociale deve essere preso concretamente in considerazione dalle istituzioni, perché il lavoro è fondamentale per la dignità delle persone. Lottiamo allora con urgenza per i diritti della persona e della natura!