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Giornalista e scrittore ma soprattutto indagatore dei misteri della Storia e della Scienza. Il volto e l’anima del leggendario “Voyager” al Beer Attraction di Rimini per scoprire i segreti degli insoliti abbinamenti tra birre artigianali e menù made in Italy.

di A. C.

Roberto Giacobbo (foto Imagoeconomica)

Se dovesse dare un titolo alla sua visita al Beer Attraction della fiera di Rimini sarebbe “un viaggio nella Storia e nella qualità del cibo”. Non è uno che ami stare fermo, Roberto Giacobbo, perennemente in viaggio e alla ricerca di nuove sfide.

Qual è il viaggio che ancora non ha fatto?
È una domanda a cui non credo ci sia risposta in questa vita terrena: cosa c’è un metro oltre l’Universo? Risolto questo mistero posso chiudere…”.

Cosa l’ha colpita di più di questa visita a Beer Attraction?
L’organizzazione, accogliente e precisa, e il rigore nel controllo costante di ciò che viene esposto e raccontato. Questo dà molto valore a tutto, perché vuol dire che ci si è scelti, che questa manifestazione (i Campionati della Cucina Italiana, nda) ha scelto questo luogo e che questo luogo l’ha accolta. La struttura poi è all’altezza e, parlando di logistica, io vengo da Roma e scendere in treno qua davanti è una cosa che agevola il lavoro di tutti”.

C’è uno chef che l’ha impressionata in modo particolare?
Ho visto Alessandro Cerciello, che conoscevo già perché partecipa a programmi Rai, a contatto con il pubblico, e devo dire che è riuscito a fare una sintesi di tempi, qualità e immagine. Non è facile, perché siamo tutti bravi a fare quello che facciamo, ma in queste situazioni devi farlo in metà del tempo, di fronte a tante persone e mille occhi critici”.

Qual è il menù ideale di Voyager?
Tanti anni fa mi trovavo sull’Isola di Pasqua, ero in viaggio in Sudamerica da tanti giorni, avevamo un calo di carboidrati mostruoso. Ero in un ristorante al chiuso perché lì era inverno, c’erano poche persone, il titolare ci fece vedere il menù, i prodotti erano quelli che si trovavano sull’isola: tonno, tonno, tonno, tonno, in tutti i modi…aragosta, aragosta, aragosta in varie maniere, perché lì quello c’era.
Vedo un pacco di spaghetti italiani e chiedo come mai. È stato un errore, mi rispondono. No, no, dico io, non vi preoccupate. Ci abbiamo messo 24 ore, ma siamo riusciti a trovare gli ingredienti locali necessari… E il giorno dopo abbiamo fatto una carbonara che, ancora oggi, chi va in quel piccolo ristorante dell’Isola di Pasqua trova nel menù. Tonno, tonno, tonno… aragosta, aragosta, aragosta… e carbonara!”.

Che ne dice delle birre artigianali e speciali in fiera?
La crescita dei microbirrifici in Italia in questi anni è un fenomeno molto interessante e stimolante. Talvolta ci sono dei sapori che si sommano, però, per esempio, a Beer Attraction ho trovato una birra con dentro del miele barricato. Ecco, quella è una bell’idea applicata alla birra, un sapore che nasce in una maniera, poi permane per bocca in un’altra. Mi ha stupito. Le idee italiane ci sono, abbiamo una grande Storia, mettiamoci anche le buone idee e difficilmente qualcuno potrà competere con noi”.

Chi è chi

Roberto Giacobbo ha iniziato il suo percorso come autore radiofonico negli anni ’80. Dagli anni ’90 lavora per le reti Rai ideando trasmissioni di successo come  La macchina del tempo e Stargate. Dal 2003 realizza e conduce  il celebre format Voyager su Rai 2.  Ha insegnato Teoria e Tecnica dei nuovi Media all’Università di Ferrara.

Roberto Giacobbo. My carbonara on easter island

If he were to think of a definition for his visit at the Rimini expo centre event Beer Attraction, he would go for “a journey into the history and quality of food”. Roberto Giacobbo is a man who doesn’t like to keep still, always on the move looking for new challenges.

Which is the journey you have not made yet?
It’s a question that has no answer in earthly life: what will I find a metre beyond the Universe? After resolving this mystery I can call it a day…”.

What impressed you the most during your visit at Beer Attraction?
Organization – welcoming and accurate – and the constant attention devoted to what is exhibited and told. I have seen the chefs themselves checking fridges, ovens… This really is an indication of the great attention devoted to what is shown and offered. And this gives a great value to everything, because it means that there has been a mutual selection process, that this event (the Italian Cuisine Championship, Author’s Note) has chosen this location, and that this location has welcomed it. The facility is moreover up to the mark, and, talking about logistics, as I come from Rome, getting off the train right in front of the expo centre is something that makes everybody’s job easier”.

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