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Il mondo visto da Gene Gnocchi. Pillole surreali, ma non troppo, di realtà aumentata per affrontare con un sorriso la complessità del tempo in cui viviamo

di Alessandro Caprio

Gene Gnocchi durante le prove dello spettacolo

L’ospite che non ti aspetti alla Fiera di Rimini ha la battuta fulminante e lo sguardo sornione di Gene Gnocchi. È stato lui a chiudere, con la festa finale, la XXXVII edizione del Meeting che ha avuto per tema Tu sei un bene per me. A portarlo a Rimini è stato un rapporto di amicizia: “Sono qui per Giorgio Vittadini (presidente della Fondazione per la Sussidiarietà, n.d.a.), una persona di grande spessore e intelligenza, del quale mi onoro di essere amico. Sono molto curioso di respirare l’aria che c’è qui”. Sul palco dell’arena centrale ha presentato Sconcerto rock, spettacolo musicale in cui unisce due lati della sua poliedrica personalità: il comico e il musicista. Connubio dai risultati imprevedibili ed esilaranti, specie quando il gruppo spalla è una band che si fa chiamare I figli di Renzi.

Cosa significa per Lei il bene posto al centro dal Meeting di quest’anno?
Un bel titolo, perché significa ridare dignità all’altra persona, alla reciprocità e allo scambio. Questo, soprattutto in questi tempi, è una cosa fondamentale. Significa che io posso attingere da te cose che non ho e viceversa”.

Chi è il protagonista dello show?
Il protagonista, The Legend, è un po’ una summa di tutte quelle rockstar che non mollano, da Springsteen a Rod Stewart a tutti i vecchi rockettari e le band che si riuniscono, tipo i Led Zeppelin. Quel mondo del rock che non accetta di scomparire”.

Si può fare satira sul rock senza rischiare il posto?
Non è semplice, perché il rockettaro – io ne ho conosciuti parecchi grazie a Perepepè in tv (personale rivisitazione della trasmissione musicale RAI Taratatà n.d.a.) – è molto permaloso, quindi bisogna stare molto attenti”.

Qual è la canzone rock preferita?
Purple Rain… perché, forse la gente non lo sa, ma l’ho scritta io…”.

A Rimini è ormai di casa, come la descriverebbe in una frase?
Rimini è una città dove si percepisce una grande gentilezza, che forse dovrebbe essere meno commerciale. Mi piacerebbe che fosse meno legata al fatto del turismo e dell’accoglienza necessaria e più all’ospitalità intimamente vera”.

Un ricordo legato alle fiere?
Mi ricordo quelle che faceva il mio papà, quando vendeva le villette prefabbricate cecoslovacche. Tutti i giorni arrivava un Ministro della Cultura cecoslovacco e noi non sapevamo mai se era vero o se era un impostore. Ovviamente tutte le volte volevano un rinfresco, ma non si sapeva mai fino in fondo chi erano veramente”.

Chi è Gene Gnocchi

Gene Gnocchi, nome d’arte di Eugenio Ghiozzi nato a Fidenza (Parma) nel 1955, è attore comico, scrittore, cantante, conduttore, opinionista, scrittore, ex calciatore e molto altro. Una laurea in Giurisprudenza, la carriera da avvocato, il calcio dilettantistico e il ruolo di cantante in un gruppo rock demenziale fino al debutto nel 1988 allo Zelig e l’inizio della carriera televisiva in cui continua a spaziare tra le sue tante passioni: Emilio, Striscia la notizia, Mai dire gol, Quelli che il calcio, Festival di Sanremo, La Domenica Sportiva, Tiki Taka… Nel 2007 è stato tesserato dal Parma, ma senza mai scendere in campo. Da sempre fa parte della Nazionale Attori. Autore di libri di narrativa e anche di poesia, è titolare di una rubrica quotidiana sulla Gazzetta dello Sport.

YOU ARE A GENE FOR ME

The world seen through the eyes of Gene Gnocchi. Surreal suggestions – not that surreal after all – of augmented reality to face with a smile the complex times in which we live

By Alessandro Caprio

Rimini Fiera’s unexpected guest has the has the gift of the gab and the sly glance of Gene Gnocchi. He was at party closing the 37th edition of the Meeting for Friendship amongst Peoples, which last August revolved around the theme You are a good for me. What brought him to Rimini was friendship. “I am here for Giorgio Vittadini (President of Fondazione per la Sussidiarietà, Author’s Note), a prominent as well as very intelligent man, whom I am honoured to be a friend of. I am very curious about what is happening here”.

On the stage of the central arena he presented Sconcerto rock, a music show uniting two sides of his versatile personality: comedian and musician. A mix leading to unexpected and funny outcomes, also thanks to the supporting band, called I figli di Renzi, the Children of Renzi.

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