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Da Gragnano al Giappone via New York con Giuseppe Di Martino, presidente del Consorzio Gragnano Città della Pasta. La cultura gastronomica made in Italy alla conquista del mercato globale unendo la qualità a una cucina giovane, moderna e leggera

di Marco Bondi

Giuseppe Di Martino (Imagoeconomica)

La pasta ambasciatrice del made in Italy. Vale sia per la pasta standard che per quella a Indicazione Geografica Protetta, come Gragnano, i maccheroncini di Campofilone e i pizzoccheri della Valtellina.

Dall’alta ristorazione alla trattoria, spesso la pasta Igp è indicata in menu. “È un valore sia per il ristoratore che per il consumatoresottolinea Giuseppe Di Martino, titolare del Pastificio omonimo nonché presidente del Consorzio Gragnano Città della Pasta.

Ci sono diversi livelli di ristorazione “e in quella alta ci sono figure professionali che la selezionano aggiunge Di Martino –. In realtà il prezzo della pasta, anche di quella gragnanese, ha un costo talmente accessibile che alla fine anche osterie e trattorie fanno scelte di qualità. Tuttavia c’è anche chi decide per prodotti di tipo diverso”.

Qual è la vocazione del suo Gruppo?
Certamente i mercati internazionali. Il 96% del nostro fatturato è realizzato all’estero. Esportiamo in decine di mercati, Corea e Giappone compresi”.

C’è attenzione all’estero verso la pasta di qualità?
È una cultura che cresce. E sta seguendo gli stessi schemi, per esempio, del prosciutto e del formaggio. I consumatori esteri conoscono l’esistenza del prosciutto ma sanno che il Parma costituisce l’eccellenza. Lo stesso vale per il formaggio: nel mare magnum dell’offerta i consumatori riconoscono la bontà del Parmigiano Reggiano e del Grana Padano”.

Come accelerare il processo di conoscenza? Erodendo spazio all’Italian Sounding?
Ci sono varie strade. Una, che non esclude le altre, è quella di veicolare la conoscenza attraverso le manifestazioni internazionali. Per esempio alla fine di giugno a New York abbiamo promosso il debutto del Primo di Manhattan, evento ideato per eleggere il miglior piatto di pasta di New York con la collaborazione dell’Italian Association of New York Chefs. Hanno partecipato 70 chef italo-americani che lavorano nella Grande Mela. E questi non hanno certo proposto gli spaghetti con le polpette. Hanno offerto, come riconosciuto dal New York Magazine, una cucina moderna, leggera e divertente”.

In che senso moderna e divertente?
Beh, il vincitore Massimo Sola, chef del ristorante Mamo a Soho, ha preparato una quasi carbonara, un piatto semplice e di grande tecnica. Sala sarà relatore alla prossima edizione del Congresso gastronomico Le Strade della Mozzarella”.

E gli altri piatti?
Al secondo posto si è classificato lo chef Vincenzo Garofalo, del ristorante cult Le Cirque, con spaghetti con limone, gamberi rossi, liquirizia e menta fresca. La terza piazza è stata assegnata a Matteo Bergamini, del ristorante Black Barn, con Linguine affumicate al legno di melo, datterino alla brace, vongole, olio evo”.

Al di là dei proclami, in Italia i consumi di pasta sono in calo da qualche anno e, dall’anno scorso, anche l’export. È grave?
Si tratta di una congiuntura che non ci preoccupa. La pasta si consumerà per i prossimi 3 mila anni. In Italia abbiamo convinto almeno 6 milioni di immigrati a mangiare pasta. Un risultato straordinario che contrasta il calo dei consumi connesso al processo di invecchiamento complessivo della popolazione”.

Il futuro è anche nelle mani degli under 35.
Certo. Una recente indagine Doxa ha dimostrato che la pasta è il cibo preferito dai Millennials italiani: dichiarano un consumo superiore del 30% rispetto alla media nazionale e 8 giovani su 10 la mangiano praticamente tutti i giorni. Un 25% addirittura due volte al giorno. Quanto ai nuovi italiani, la mangia l’83% di questa parte di popolazione, pari oggi a circa il 10% del totale e che arriverà a 10 milioni di persone nel 2050”.

Quali altre iniziative per diffondere la pasta nel Mondo?
Come Gruppo, ci stiamo collocando negli snodi strategici del traffico internazionale: abbiamo aperto il primo store della pasta all’aeroporto di Napoli. Apriremo altri punti vendita negli aeroporti di Boston (con cucina per pasta), Bologna, Venezia e Roma. Questi negozi dedicati ci permettono di esporre tutti i 140 formati che produciamo. Si tratta di una vetrina straordinaria perché sugli scaffali dei supermercati ne possiamo offrire giusto una manciata”.

Chi è Giuseppe Di Martino

L’imprenditore gragnanese Giuseppe Di Martino, 46 anni, ha iniziato la sua attività nell’impresa di famiglia in giovanissima età: “Sono entrato in azienda a 14 anni. Sfruttando la conoscenza della lingua inglese, per i miei soggiorni in Inghilterra, ho preso il posto degli interpreti che aiutavano mio padre nei rapporti commerciali con i clienti americani e britannici”. L’ingresso a busta paga nell’azienda familiare è invece avvenuto nel 1997. Oggi Di Martino è amministratore delegato del Pastificio e presidente del Consorzio Gragnano Città della Pasta. Il Gruppo Di Martino comprende anche il Pastificio dei Campi e la salernitana Antonio Amato. Quest’anno la società pastaria dovrebbe chiudere il primo bilancio consolidato con 100 milioni di euro di ricavi.

consorziogragnanocittadellapasta.it

PASTA: A FLAVOUR OF ITALY IN THE WORLD

From Gragnano to Japan passing through New York with Giuseppe di Martino, President of Consorzio Gragnano Città della Pasta. Made-in-Italy food culture sets out to conquer the global market by combining quality with fresh, modern and light cooking

by Marco Bondi

Pasta as the symbol of Made-in-Italy products. This definition is valid both for standard pasta, and for pasta certified by the Protected Geographical Indication (PGI) label, as Gragnano, maccheroncini from Campofilone and the pizzocheri from Valtellina.

From top cuisine to trattorias, a PGI pasta is often highlighted in the menu. “It represents a value both for the restaurant owner and the consumer” points out Giuseppe Di Martino, owner of the pasta factory bearing the same name and President of the Consorzio Gragnano Città della Pasta. There are different types of restaurants, “and in high-quality ones there are chefs who prefer PGI pastaadds Di Martino. In actual fact, the price of pasta, including Gragnano’s, is so affordable that nowadays also osterias and trattorias opt for quality. Of course, there are still those who prefer different types of products”.

consorziogragnanocittadellapasta.it

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