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Internazionalizzazione, sales, marketing, comunicazione, digital, logistica, servizi e design sono alcune delle parole chiave della mission di Italian Exibition Group. Dal Direttore Generale Corrado Facco progressi e obiettivi di una sfida avvincente destinata a cambiare il mondo fieristico e congressuale.

Corrado Facco, Direttore Generale di IEG

La fondazione di Italian Exhibition Group, il 1° novembre 2016, ha rappresentato l’anno zero per il comparto fieristico e congressuale italiano. Mai prima di allora due poli espositivi di primo piano, come Rimini e Vicenza, avevano deciso di integrarsi per organizzare direttamente grandi eventi internazionali in grado di promuovere al meglio il made in Italy nel Mondo. Oggi IEG è il brand fieristico di riferimento per il well done in Italy nei cinque Continenti. A distanza di un anno da quel giorno facciamo il punto con il Direttore Generale di IEG, Corrado Facco.

Direttore, qual è il suo bilancio di questi primi 12 mesi?
I risultati sono già decisamente positivi. Non era scontato, perché integrare tra loro due organizzazioni complesse non è semplice e la sua riuscita non si misura sulla sola somma dei numeri. Sul piano strategico abbiamo messo in campo un’operazione unica in Italia, basata su forti logiche di business e industriali per promuovere filiere altamente competitive del made in Italy.
Oggi Italian Exhibition Group è il primo player fieristico italiano per numero di manifestazioni organizzate direttamente, con 59 prodotti in portafoglio e 216 tra eventi e congressi solo nel 2016, e per redditività, con un fatturato che sfiora i 125 milioni di euro.
Per supportare il business, in questi mesi abbiamo lavorato in profondità per riconfigurare la nostra Organizzazione, disegnandola al meglio e predisponendola alla gestione delle sfide competitive che sono di fronte a noi e per le quali vogliamo farci trovare assolutamente pronti”.

Il claim di Italian Exhibition Group è “Providing the future”: come lo esplicita nell’operatività quotidiana?
Nell’essere sempre pronti al cambiamento per creare nuovi scenari. A cominciare dal nuovo modello organizzativo di azienda diffusa delineato per dare attuazione al Piano di Sviluppo che abbiamo messo a punto, in cui interfunzionalità e lavoro in team, secondo le logiche del project management, sono le chiavi per anticipare le necessità dei mercati e le sfide internazionali.
Tenendo sempre come punto di riferimento la Corporate Social Responsibility: business etico, trasparenza, sostenibilità, rispetto dell’ambiente e delle persone, integrità – che sono temi centrali per l’intera economia globale – rappresentano i valori e le best pratice che IEG si impegna a diffondere in ambito mondiale attraverso le sue manifestazioni e il suo modo di essere”.

L’internazionalizzazione rappresenta uno degli elementi portanti del nuovo Piano Industriale di IEG: il Gruppo ha già rapporti avviati in Cina, Sudamerica, Dubai, Stati Uniti, Estremo Oriente… e da tempo adotta una innovativa politica di incoming per i buyers esteri. Il business è dunque oltre confine?
Senza dubbio. Il mercato interno non è più sufficiente per garantire una crescita strutturata del nostro sistema economico nazionale. L’avvenuta globalizzazione e l’apertura di nuovi mercati hanno, quindi, spinto le tante aziende che rappresentano l’eccellenza italiana a sviluppare nuove strategie a livello internazionale.
E le fiere giocano un ruolo determinante per approcciare e aprire nuove opportunità di business al well done in Italy, sempre più ricercato nel Mondo. Non è un caso che recenti studi evidenzino come per le nostre filiere produttive i saloni espositivi siano ancora indicati come il principale e più importante strumento per entrare in contatto e strutturare nuove opportunità di sviluppo verso le aree geografiche più promettenti in termini di crescita economica.
La nostra azione sarà ovviamente definita su due linee principali: l’outgoing, accompagnando e sostenendo i sistemi delle imprese che interagiscono con noi su quei mercati da loro ritenuti più strategici, e l’incoming, intercettando la miglior domanda internazionale e coinvolgendola nelle nuove experience che disegneremo nel contesto dei nostri più importanti appuntamenti in Italia”.

Mercato globale, sales, marketing, comunicazione, digital, logistica, servizi, design… sono gli ingredienti di una fiera che potremmo definire 4.0. Qual è il mix di questi fattori che trasforma una manifestazione in un successo?
Il successo di una manifestazione da tempo non si misura più semplicemente sulla base delle superfici occupate dagli espositori. Oggi gli eventi fieristici devono essere piattaforme di attrazione anche in termini di visibilità e reputazione, essendo in grado di sviluppare valore aggiunto e proporre servizi di qualità ai sistemi delle imprese e degli stakeholders. Una fiera deve creare contenuti il più possibile unici e mirati, declinandoli durante tutto l’arco dell’anno, e fidelizzando l’intera filiera, dall’impresa al consumatore finale, per il presidio di communities profilate per singoli settori”.

Spesso si dice che il digitale schiacci il reale, e nel mondo delle fiere molti temono il boom delle relazioni via internet, preoccupati che rallentino i contatti personali. Lei invece è convinto del contrario. Ci spiega perché?
Il digitale non rallenta i contatti personali, semmai li agevola, li accelera, creando ambienti virtuali e modelli del tutto nuovi. Stiamo parlando di una nuova, vera e imponente rivoluzione industriale, in cui la centralità dell’uomo, delle sue competenze e della sua capacità di relazione dovrà fare i conti su modelli e sistemi di comunicazione che tracceranno scenari del tutto innovativi.
Questo processo, sconosciuto fino a pochi anni fa e non del tutto prevedibile in un arco di tempo medio-lungo, offrirà il vantaggio alle organizzazioni più contemporanee di sviluppare nuovi concept di momenti d’incontro, come le fiere, dove il mix tra reale, digitale, connettività ed esperienzialità diventeranno gli elementi portanti di format di successo. In questo senso, Italian Exhibition Group intende sviluppare una strategia digital che deve portarci a definire nuovi paradigmi”.

Un termine che usa spesso è disruptive, ossia stravolgente o di rottura: lo potremmo tradurre in un invito ai giovani imprenditori a rompere gli schemi del mondo economico attuale per disegnare un domani con regole più adatte ai nuovi scenari?
Rispetto allo scenario appena tratteggiato, la vera innovazione – quella che potrà rimanere davvero annoverata come cambiamento – dovrà essere di rottura, in economia e non solo. Essere disruptive non vuol dire necessariamente eliminare lo sviluppo in continuità, significa, invece, affrontare la ricerca del nuovo con un punto di vista in grado di accettare nuove regole che governeranno la dimensione micro e macro.
In questo senso, non si tratta esattamente di rompere gli schemi del mondo economico attuale, quanto piuttosto attrezzarsi per poter avere la dotazione di tutti quegli strumenti necessari per affrontare scenari e orizzonti che fino a ieri non erano assolutamente prevedibili. In questo contesto, anche noi di IEG ci siamo posti come obiettivo quello di adottare approcci diversi per essere sempre un passo avanti. Il nostro claim è chiaro: Providing the future”.

Chi è chi

Corrado Facco (Venezia, 1962) è sposato e ha due figli. Dopo gli studi in giurisprudenza a Padova si è specializzato in commercio e marketing internazionale, maturando importanti esperienze all’estero nella gestione di progetti di collaborazione industriale transnazionale per il sistema produttivo delle PMI. È Direttore Generale di IEG, Vice Presidente di DV Global Link, Presidente di Europe Asia Global Link Exhibitions, Vice Presidente di CIBJO – The World Jewellery Confederation e accreditato ufficialmente presso le Nazioni Unite – ECOSOC.

IEG, the 4.0 exhibiting company as a growth accelerator

The establishment of Italian Exhibition Group on 1st November 2016 represented year zero for the Italian exhibition and conference sector. Never before had two top-level exhibition centres, namely those of Rimini and Vicenza, decided to become integrated to directly organize great international events capable of promoting in the best manner “Made-in-Italy” products in the world. Today, IEG is the reference exhibition brand for “Well-done in Italy” production in the five continents. One year later, we take stock of the situation with Corrado Facco, Managing Director of IEG.

Mr Facco, a year since the integration between Rimini Fiera and Fiera di Vicenza, what has been the outcome of these first twelve months?
Results are decidedly positive. From a strategic standpoint, we carried out a unique operation in Italy, based on strong business and industrial rationales to promote highly-competitive Made-in-Italy manufacturing sectors. Today, Italian Exhibition Group is the leading exhibition player in Italy in terms of directly organized events, with 59 products in its portfolio and 216 events and congresses in 2016 alone, and, as far as profitability is concerned, a turnover close to 125 million EUR. In the past few months, in order to support our business we worked very hard reviewing our Organization, designing it in the best manner and preparing it to manage the competitive challenges that lie before us, which we want to tackle fully prepared”.

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